Work in progress

In questi giorni sono occupato ad una revisione del romanzo, per favorirne la leggibilità ed eliminare errori grammaticali e concettuali. Per fare ciò, mi sono basato sui commenti dei pochi lettori che fino ad ora mi hanno fornito degli spunti, e li ringrazio infinitamente.

Sto inoltre lavorando sulle basi scientifiche dell’esistenza delle idee, raffinando la teoria che esporrò nella seconda versione del libro. Finora non ho trovato incompatibilità con i teoremi fisici attualmente considerati come stato dell’arte, anzi, tramite i miei assunti sono riuscito a dare una spiegazione ad alcuni fenomeni ancora poco chiari e ad unificare il comportamento delle forze fondamentali. Purtroppo sembra che nessuno studioso mi voglia aiutare in questa impresa titanica, ma non mi perderò d’animo. Mai.

Quando si crede in qualcosa bisogna lavorare sodo per arrivare fino in fondo; e se le teorie si riveleranno sbagliate, si avrà comunque incrementato il proprio bagaglio culturale.

I misteri di Urano

Tutti i pianeti del sistema solare sono belli, dopo la Terra (ovviamente) il mio preferito è Urano. Gli scienziati si cimentano a capirne tutte le stranezze (https://www.magnitudine-assoluta.it/2017/07/i-misteri-di-urano.html), ma a me colpisce altro. Mi affascina il concetto di Urano, quel bizzarro pianeta blu che è il risultato di varie vicissitudini verificatesi al momento giusto e che vengono continuamente analizzate dagli studiosi, come se a quel corpo celeste servisse una giustificazione.

Ogni sua caratteristica deve per forza avere una motivazione plausibile, altrimenti non sarebbe lì “sopra” di noi: si è formato raccogliendo detriti così, poi è stato colpito colà, si è girato cosà, poi si è raffreddato cosò etc. etc.

La mia visione è un’altra: quand’era ancora un pulviscolo era già l’embrione di Urano, che si è sviluppato con lo scorrere del tempo per diventare il pianeta che conosciamo; come facciamo noi e tutto il resto. È cresciuto, ha fatto le sue scelte, ed è veramente bello.

Con la scienza si potrà sempre sapere il “come” ma mai il “perché”, in quanto solo tramite il pensiero ci si può interfacciare con gli altri concetti, e per il resto bisogna trovare uno schema che accomuni tutto. Non chiamiamola fisigione, ma nemmeno fatalismo perbacco!

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Dagli elogi non si impara nulla, dalle critiche si impara tutto.

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